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Studio Casagrande luglio 23, 2018 Nessun commento

Entrato in vigore il “Decreto dignità” – novità sul lavoro

E’ entrato in vigore il 14 luglio 2018 il c.d. “Decreto Dignità” che interviene su licenziamenti, delocalizzazione, lavoro somministrato e lavoro a termine. In particolare, per quanto riguarda il contratto a tempo determinato, vengono introdotte limitazioni al suo utilizzo:

  • è ridotto a 12 mesi il limite di durata massima, con la possibilità di stipulare contratti di massimo 24 mesi in presenza di specifiche condizioni;
  • sono state reintrodotte le causali dal 12° mese in poi o in caso di riassunzione tra lavoratore ed azienda;
  • viene abbassato a 24 mesi il limite massimo per sommatoria tra lo stesso datore di lavoro e lo stesso lavoratore per lo svolgimento di mansioni di pari livello e categoria legale, a esclusione delle attività stagionali, per cui non è richiesta nemmeno la causale giustificativa;
  • sono ridotte a 4 le proroghe possibili nell’arco di 24 mesi;
  • è innalzato a 180 giorni il termine di decadenza di impugnazione;
  • vi è il limite del 20% sui contratti a tempo indeterminato attivi in azienda;
  • è previsto l’intervallo di  tempo tra un contratto e l’altro con lo stesso lavoratore di 10 giorni se il contratto precedente è inferiore a 6 mesi, 20 giorni se superiore;
  • è prevista la maggiorazione dello 0,50% del contributo Naspi ad ogni rinnovo contrattuale;
  • le novità introdotte sono applicabili ai contratti a tempo determinato stipulati dopo l’entrata in vigore del decreto e ai rinnovi e alle proroghe dei contratti in corso alla data di entrata in vigore.

Al contratto di somministrazione è applicata la disciplina del contratto a termine, ad esclusione della disciplina sui limiti massimi di contingentamento e del diritto di precedenza.

E’ opportuno sottolineare che le limitazioni introdotte rendono particolarmente delicata la stipula di questi contratti anche in considerazione del fatto che le causali attualmente previste sono difficilmente dimostrabili (la norma parla di “esigenze temporanee e oggettive, estranee all’ordinaria attività” ovvero “esigenze connesse a incrementi temporanei, significativi e non programmabili, dell’attività ordinaria”).

Decreto 87/2018

Fonte: Euroconference lavoro